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Isa De Luca - Giuseppe Faccanoni

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La bibliografia del liberty italiano è vasta. Per un primo approccio al problema si consiglia, per il suo carattere eminentemente didattico di agile strumento orientativo:
» R. Bossaglia - "Il liberty in Italia" - Il saggiatore, Milano 1968
» R. Bossaglia - "Il liberty, storia e fortuna del liberty italiano" - Sansoni Scuola
Aperta, Firenze 1974.
Non esistono in Italia centri di documentazione e di studio specificatamente dedicati all'architettura moderna e contemporanea.
Tuttavia si può segnalare il più importante centro di documentazione in Italia per l'arte dei secoli XIX e XX: "L'Archivio storico delle arti contemporanee" della Biennale di Venezia, con sede in Ca' Corner della Regina; i settori più rappresentati sono quelli delle arti visive (del teatro, del cinema e della musica), ma è previsto un potenziamento per quanto riguarda l'architettura, l'urbanistica e il design.
La scarsità di strutture di conservazione e di studio ha quindi favorito e favorisce la dispersione di materiale di primaria importanza per la storia del liberti' e della sua architettura e, comunque, esclude in gran parte la loro reperibilità a livello pubblico.
Tra le poche strutture di questo settore dedicate specificamente all'ambito storico-artistico si segnalano: "La Biblioteca d'arte del Castello Sforzesco" di Milano; la "Biblioteca d'arte" di Palazzo Venezia a Roma; la "Biblioteca del Kunsthistorisches Istituì" di Firenze.
Ancora non soddisfacente appare la situazione per quanto riguarda gli aspetti delle arti applicate, che sono tra i più significativi del liberty: rari sono i casi di musei o raccolte ad essi dedicati quasi sempre limitati a un particolare settore della produzione (i manifesti o la ceramica o il vetro).
Il rifiuto dello stile intervenuto già a partire dagli anni Venti, il ricambio sempre più accelerato della mobilia e degli oggetti d'arredo, soprattutto dopo l'ultima guerra, la mancanza di strutture di conservazione alle quali poter far riferimento per la donazione di materiali hanno provocato perdite e dispersioni gravissime, non completamente sanabili dal pur ampio campo del collezionismo privato.
» Di primaria importanza per il reperimento delta documentazione tecnica e dei disegni esecutivi relativi ai singoli edifici o a complessi urbani sono i fondi degli archivi pubblici delle principali città dei centri minori: archivi di stato; storico-civici; degli uffici tecnici comunali; dei cimiteri monumentali; di enti pubblici.
» Fondi archivistici, raccolte di disegni, materiale bibliografico e documentario possono trovarsi presso altre istituzioni culturali pubbliche: musei e collezioni; biblioteche; fototeche; istituti universitari, in particolare i politecnici e le facoltà di architettura; accademie di Belle Arti.
» Fondamentale infine il materiale di prima mano che può essere reperito (anche se non sempre agevolmente) presso privati: famiglie o eredi degli architetti; eredi dei committenti; proprietari attuali degli edifici; imprese di costruzioni. Buona parte delle illustrazioni di inizio secolo, è stata realizzata grazie soprattutto agli eredi dei committenti, a cui va un ringraziamento speciale.

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