GIUSEPPE SOMMARUGA

 

 

PALAZZI, VILLE, EDIFICI FUNEBRI

L' incontro fatidico avviene nel 1903 con il giovane ingegnere Castiglioni di Milano, che gli consente la realizzazione dello spettacolare palazzo di Corso Venezia 73 (oggi 47), di notorieta' immediata. Con questo palazzo Giuseppe Sommaruga inizia uno stretto rapporto di collaborazione, quasi un lavoro di equipe, con vari prestigiosi artigiani: il maestro del ferro battuto ALESSANDRO MAZZUCOTELLI, l' ebanista QUARTI e gli scultori-artigiani AMBROSIO PIROVANO ed ERNESTO BAZZARO. Il secondo grande incontro avviene nel 1907 con la famiglia di ingegneri imprenditori FACCANONI, nativi di Sarnico sul Lago d'Iseo, affermatisi a Trieste e Vienna per una serie di opere pubbliche di grande importanza. Stabiliscono con Sommaruga uno straordinario rapporto committente-cliente, condizionando per alcuni anni l'attivita' professionale dell'architetto. E' inizialmente Luigi Faccanoni a commissionare a Sommaruga la villa di Via Buonarroti, dove l' architetto "trasloca" le famose e giunoniche statue che tanto avevano scandalizzato la societa' benpensante milanese quando apparvero sul frontespizio del centralissimo palazzo Castiglioni (soprannominato per questo "Ca' dei Ciapp"). La villa, verra' poi acquistata dall' Ing. Romeo (Alfa Romeo) e poi diventera' l'attuale Clinica Columbus. Pietro Faccanoni interpella in quell'anno Sommaruga per il restauro di un edificio industriale preesistente, una filanda, da trasformarsi in villa. Gli altri due fratelli, Luigi e Giuseppe commissionano all'architetto milanese due nuove ville, un mausoleo per la famiglia e l'asilo infantile nel 1912. Per i Faccanoni Sommaruga progetta, costruisce, rielabora, decora, arreda, valendosi di un' equipe di collaboratori di prim' ordine che traducono esemplarmente le sue idee. La produzione del suo ultimo periodo fu per larga parte attuata fuori Milano e anche fuori dalla Lombardia: ville di Baveno, Stresa, Lanzo d' Intelvi, Varese e Campo dei Fiori, Treviso; un palazzo e un teatro a Trieste, grandi alberghi a Varese, Campo dei Fiori; edifici funebri: dall' ossario di Palestro al mausoleo Faccanoni a Sarnico, oltre a varie cappelle di famiglia; costruzioni diverse a destinazione pubblica come la serie di stazioni delle tramvie della Societa' Imprese Elettriche Varesine, di altissimo interesse e del tutto ignorate dalla letteratura. Purtroppo molte opere sono andate distrutte.

In "Giuseppe Sommaruga" di E. Bairati e D. Riva Ed- Mazzotta Milano 1982