INTRODUZIONE
 

Lo stile floreale o liberty, tipica espressione artistica tra il finire dell'800 e l'inizio del '900, ha trovato in Sarnico la realizzazione architettonica più alta e insieme omogenea in Lombardia, per merito di una stessa famiglia e, insieme, di un unico architetto, il milanese GIUSEPPE SOMMARUGA (1867-1917), che di quello stile fu il massimo esponente italiano. Lo portarono a Sarnico i FACCANONI, imprenditori di grandi impegni anche internazionali, la cui presenza in Sarnico era dominante dagli inizi '900. Sulla strada tra Predore e Sarnico vi è una sequenza interessante di ville, un Mausoleo e un asilo infantile. Le ville furono costruite tra il 1907 e il 1912 e nello stesso periodo l'architetto realizzò anche l'asilo e il Mausoleo per la famiglia. Nel complesso si tratta di una serie di edifici omogenei, interessante soprattutto poiché emerge in un panorama architettonico che, come tutto il Liberty italiano, appare in ritardo rispetto a quanto di nuovo era emerso nel Nord Europa. Le ville di Sarnico sono opere trascurate dalla letteratura che, fino ad oggi, pur nei sempre più frequenti richiami alla loro importanza, non è convenientemente pubblicata. La lacuna ha generato, nell'opinione di una critica frettolosa, il pregiudizio che Sommaruga sia stato architetto di sicuro piglio monumentale e di evidente consapevolezza modernista, ma incapace di animare le strutture e vincolato a un concetto statico, a blocco, degli spazi abitabili.

 

 

Nelle ville della famiglia Faccanoni, il carattere peculiare di questa geniale architettura si rivela al contrario come una capacità vigorosissima di muovere le strutture secondo continui passaggi di punti di vista, innesti di ambienti concatenati, varietà inesauribili delle abbondanze verticali. L'idea dunque che presiede alle realizzazioni sommarughiane è quella principalmente del Modernismo internazionale (in Italia "stile liberty"), fedele alla legge della vitale continuità degli elementi strutturali e decorativi. In base al principio della valorizzazione di elementi locali, uno dei poli della dialettica modernista, Sommaruga continua a dimostrare rispetto per i materiali locali anche a Sarnico e, nelle sue costruzioni, usa la pietra di Sarnico e di Credaro. Nello stesso tempo, immune da qualunque vincolo dottrinario teorico, operatore libero e sicuro, professionista di alto livello, attua fra i primi quella tipica mescolanza di materiali diversi ed eterogenei: inserto di cemento, ferri, ceramiche. I riferimenti al Barocco, sono più evidenziabili nelle disposizioni planimetriche, che rappresentano senza dubbio l'esito più maturo della spazialità sommarughiana. Gli artigiani A. Mazzucotelli (fabbro), E. Quarti (ebanista) e E. Bàzzaro (scultore e incisore), collaboratori dell'architetto Sommaruga, hanno realizzato questo nuovo stile, lo stile Liberty, anche a Sarnico.