L' interno

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La sala a lago come appariva nel 1910.

La sala a lago come e' oggi.

Lo scalone centrale, caratteristica precipua del liberty italiano e del Sommaruga in particolare, abbandona i motivi zoomorfi che dominano le sale, per motivi nastriformi e floreali, mentre le ringhiere del Mazzucotelli riprendono anche qui le iniziali G.F. comuni a tutta la casa.

La sala da pranzo come si presentava nel 1910: il lampadario e' disegnato direttamente da Sommaruga, mentre il ferro battuto e' del Mazzucotelli; gli altri lampadari e plafoniere, invece, erano di ottone. Si notino anche i cuscini per i piedi...

Come si presentava la cucina all' inizio del secolo scorso; oggi da una parte della cucina e' stata ricavata la sala da pranzo. Il tavolo e' usato tuttora.

L' angolo interno su cui ruota l' intera disposizione degli spazi e dei vani della casa. Soffitti e pareti sono dominati dall' alternanza tra il bianco e l' avorio, ad eccezione della sala da pranzo, un tempo decorata da un tromp d' heuil basato su tinte verdi e dorate su sfondo scuro.

Il camino della sala da pranzo, per quanto rimaneggiato, e' sopravissuto e puo' essere visto ancora oggi.

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Isa De Luca - Giuseppe Faccanoni

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Villa Giuseppe Faccanoni (1907)

L' interno 

Questa villa ha perso l'arredamento originale, di cui rimangono, peraltro spostate dalla posizione originaria, soltanto alcune plafoniere ed il bellissimo lampadario in ferro battuto che dominava la sala da pranzo. La singolarita' dell'interno e la reale stupefacente valenza architettonica della villa si rivela nella disposizione dei vani e dei punti di vista che riesce a creare, al suo interno, una continuita' di spazi che si snodano a elle intorno all'atrio-vano-scala, avendo come perno e centro focale l'ampio locale che si apre ad angolo verso il giardino. Uno scalone a tre rampe ha un soffitto che si raccorda sinuosamente alle pareti e una ringhiera in ferro battuto del Mazzucotelli dove sono replicate, come in altri luoghi, le iniziali G.F. del committente. Lo scalone con la ringhiera in ferro e' ricorrente nelle altre due ville; sempre in posizione centrale un'ampia vetrata con intelaiatura in ferro. Nel salone il camino, costituito dalla pietra di Sarnico e dei pezzi di marmo grigio scuro con dei motivi zoomorfi scolpiti nella pietra e con lavorazione del ferro del Mazzucotelli. Al primo piano e' sapientemente distribuita una serie di camere con bagno ben proporzionate, provviste di balconi e di loggiati diversi per forme e prospettive in ciascuna camera. Ogni camera si affaccia al ballatoio del grande scalone ed e' intercomunicante con le altre. La stretta relazione tra l'architetto ed il committente e' ben visibile dalla camera padronale, affacciata con tre grandi finestre sull'angolo a lago: la disposizione della terrazza e della porzione di giardino ricavata dal lago e finanche dalla visuale "per il lungo" del lago danno l'impressione di trovarsi sulla tolda di una nave o di una vela, vera passione di Giuseppe Faccanoni (testimoniata anche dal gancio portavela situato sul soffitto della scala di servizio). Sopra, un altro piano con camere di servizio piu' tradizionalmente disposte lungo un corridoio. Dal seminterrato si puo' scendere direttamente alla darsena. Attraverso i disegni pubblicati dal Monneret de Villard e' possibile seguire l'evoluzione del progetto in alcune modifiche successivamente apportate: il primo schizzo, datato 27 agosto 1907, presenta una soluzione con torretta terrazzo e il coronamento dei due montanti che inquadrano l'ingresso principale risolto con due cupole schiacciate; nel secondo schizzo prospettico queste ultime vengono eliminate; nella versione definitiva, eliminata anche la torretta, rimane solo la soluzione del Terrazzo. Quello che manca in maniera pressoche' totale e' un approfondimento sulla spazialita' sommarughiana. Solo Arata accenna brevemente al problema. Da alcune fotografie scattate all'epoca della costruzione, si puo' notare come alcuni particolari (come la forma delle finestre del seminterrato) vennero modificati gia' ad opera quasi ultimata. La villa si trova in buono stato di conservazione anche grazie ad una importante opera di restauro e manutenzione straordinaria portata avanti tra il 2013 ed il 2017 dall' omonimo nipote di Giuseppe Faccanoni. Attualmente è ancora di proprietà Faccanoni. 

A cura di A. Vaini Sarnico, 1986 In "Faccanoni"di A. Giorni Predore, 1995

In "Giuseppe Sommaruga" di E. Bairati - D. Riva ed. Mazzotta Milano,1982

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