IL MAUSOLEO DI SARNICO

 

 

IL MAUSOLEO DI SARNICO

La sua immagine si sovrappone, annullandola, a quella del cimitero, di cui costituisce lo scenografico sfondo. La prepotente costruzione funeraria, a ridosso della collina, nel piccolo cimitero della cittadina lacustre, interpreta con una sorta di violenza naturale (roccia su roccia) il concetto secessionista della rivisitazione ellenistica in chiave moderna. Quest'opera è stata definita dal Nicoletti come dotata di "un fascino sinistro ( ... ) apparentemente ispirata alla piramide maya e caratterizzata da un' interna disgregazione, quasi simboleggiante quella della morte". In questo monumento laico, quasi pagano, non traspare nulla di sacro (l'immagine della croce emerge tra un tripudio di putti o nel cancelletto di ferro d' ingresso ai loculi). É bandito il raccoglimento ed è sostituito da un stupore incredulo, rafforzato da immagini, come quella del teschio sogghignante, di forte impatto visivo. L'effetto potenza non è affidato qui ai simboli, ormai collaudati e codificati, del repertorio storicistico, ma ad un'architettura che abbina calcolati effetti da scenografia teatrale accompagnati dalla diversa resa luministica dei materiali impiegati, dovuta al loro differente trattamento.

Al BUGNATO RUSTICO si alterna quello LISCIO. Sommaruga utilizzò, per la costruzione, quasi esclusivamente materiali forniti dalle località vicine:

  • lo zoccolo, in sarizzo della Val Seriana;
  • tutta la gran massa del monumento, in ceppo di Brembate;
  • le gradinate, in pietra di Sarnico; -
  • gli sfondi del piano superiore, in pietra Simona;
  • il cancello d'ingresso alla cripta, in ferro battuto e bronzo;
  • i lampadari, in ferro battuto.

Ogni decorazione in ferro, venne eseguita, su disegno del Sommaruga, dalla ditta Bardone e Alziati di Milano. Le decorazioni interne furono eseguite dal Tanzini di Milano. Il fregio di putti fu scolpiti» dallo scultore Ambrogio Pirovano di Milano.

La documentazione si trova nell'Archivio dell'Ufficio Tecnico del Comune di Sarnico. Attualmente il mausoleo è in discreto stato di conservazione. Nelle costruzioni funerarie, l'arte del Sommaruga si afferma ancora di più forse perché di una personalità più libera e meno soggetta a pareri, a mutamenti, a circostanze particolari d'altri edifici.

In "Giuseppe Sommaruga" di E. Bairati - D. Riva ed. Mazzotta, Milano, 1982