La fine del liberty

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Isa De Luca - Giuseppe Faccanoni

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Art Nouveau

La fine del liberty

Nei primi anni del Novecento, l'avanguardia internazionale e' orientata di piu' verso un modernismo di tipo astratto-geometrico e funzionale. Mentre matura un po' ovunque una reazione impaziente all'Art Nouveau, che va intesa meglio come reazione all'indirizzo "Jugendstil", e gli ambienti meno preparati ripiegano su recuperi accademici, le forze piu' intelligenti e capaci dell' area modernista portano avanti una semplificazione e progressiva schematizzazione delle idee formali; non negando, cioe', il cammino compiuto dall'Art Nouveau, ma incanalandolo in direzioni diverse da quelle dell'ultimo decennio dell'Ottocento. Il grosso pubblico aveva appena fatto in tempo a meravigliarsi e scandalizzarsi per l'audacia del nuovo stile, che gia' si sentiva autorizzato a beffarlo come roba vecchia. L'Art Nouveau sopravvisse stancamente l'ultimo periodo, fino alle soglie della prima guerra mondiale.

 Parzialmente tratto da: "Il mobile liberty" di R.Bossaglia

 Ist. Geogr.de Agostini, Novara 1971 "Enciclopedia dell'Arte" - Ist. Geogr.de Agostini, Novara 1995

I MAGGIORI RAPPRESENTANTI IN ITALIA

  • R. D'Aronco, E. Basile e G. Sommaruga (nell'architettura).
  • M. Dudovich, A. Martini, D. Cambellotti e A. De Carolis (nella cartellonistica).
  • G. Chini (nella ceramica).
  • A. Mazzucotelli (nel ferro battuto).
  • E.Quarti, E. Basile e Cornetti (nei mobili).
  • E. Bazzaro (nella scultura)
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