VILLA GIUSEPPE FACCANONI

 

Cenni storico-artistici         L' esterno        L' interno

 

L' ESTERNO

La villa e' costituita dall'alto basamento in pietra il cui effetto di solidita' e' contraddetto dall'aprirsi delle scalinate, di finestre e balconi; due file a bassorilievo in cemento ideato dallo scultore, fedele collaboratore dell'architetto, Ernesto Bazzaro, con motivi a fiori. Ceramiche colorate dai colori pastello con l'inserto dello stesso disegno floreale che unifica la zona centrale sovrastante. Logge e balconi, diverse per forma e dimensioni. Interessante notare l'uso dei diversi tipi di materiali da costruzione: dal bugnato alla pietra di Sarnico, al medolo di Credaro trattato sia a taglio liscio che grezzo.

Il tetto infine, non e' una semplice copertura, ma introduce un'ulteriore elemento di variazione, interrotto dalle falde poste a livelli diversi, dai belvedere e dai grandi camini. Non mancano le citazioni fantasiose, come i due "rostri" che dall'alto si protendono verso il lago, o come il balconcino circolare d'angolo che ricorda le "cantorie" rinascimentali. Questa grande villa segna, secondo Manfredi Nicoletti; "il fondo di una ricerca involuta, il cui narcisismo e' accentuato proprio da quelle valenze che vorrebbero mascherarne la gratuita': i contrappunti volumetrici, le esasperazioni di un frammentarsi non necessario e quindi ipertrofico delle funzioni . Quest'opera, tuttavia, tenta delle evasioni non trascurabili, sintomo di una inquietudine autentica". Anche se Sommaruga ha voluto fornire del Modernismo una versione estremamente personalizzata, si possono vedere pero' le affinita' non irrilevanti del francese H. Guimard, all'interno della sua produzione.

Le attinenze con il francese si vedono nella concezione pittorica dell'architettura che si rivela soprattutto nell'adozione di tetti spioventi, intersecati fra loro, con gronde fortemente aggettanti, un uso di materiali di rivestimento (pietre, cemento) teso a trarre vistosi effetti luministici e cromatici o l'impiego di travature di legno di cui si vuole evidenziare il carattere rustico-montano. Sommaruga non immaginava mai una disposizione planimetrica senza che questa corrispondesse ad uno scopo ben determinato. L'esterno era disciplinato con l'interno. Il rischio di un'operazione di questo genere e' che manchi una complessiva organicita' dell'opera. L'architetto riesce tuttavia a rompere gli schemi tradizionali della progettazione accademica e a raggiungere sorprendenti effetti di imprevedibilita'. Si possono vedere anomali dosaggi di asimmetria dei vani - porte e finestre - variazioni di intensita' luminosa e cromatica dovute alla diversa profondita' dei vani e degli aggetti: logge, balconi, pensiline, partiti decorativi e bow-windows, o all'impiego di materiali differenti.

 

 

Si puo' solo intuire lo schema dell'affaccio successivo e si puo' alludere, ma non cogliere completamente la logica spaziale degli interni. Il modernismo internazionale ha voluto creare nuove spazialita', che si possono ritrovare anche nel Liberty italiano. Sommaruga ha saputo indubbiamente dar luogo a originali sequenze con l'impronta di italianita'. In questa villa Sommaruga fa uso del genere di montanti-contrafforti che gia' aveva usato anche nell'albergo Tre Croci di Campo dei Fiori e che anticipano il linguaggio di Sant'Elia. I montanti erigendosi verticalmente davano slancio ulteriore alla costruzione. L'arredo e la decorazione della villa (stucchi e cementi plastici), costituiscono la cifra piu' siglata e inconfondibile del suo stile decorativo. Nella decorazione a stucco egli inventa lo stilema peculiare di uno stucco piatto lavorato ad intaglio, con curiosissimi effetti grafici, con risultati piu' contenuti che negli interni di villa Passeri, trasferendolo anche all'uso di altri materiali per un impiego come quello in cotto della villa Luigi Faccanoni (1912).

La sensibilita' al trattamento della materia, punto fra i piu' significanti della poetica sommarughiana, tocca il culmine dell'intensita' espressiva in alcuni esempi di questi cementi plastici. La ripetizione di certi motivi, come la voluta, che progressivamente perde ogni allusione geometrica o fitomorfica per trasformarsi in un irregolare groppo materico, testimonia in Sommaruga la volonta' di affermare, in una sigla sua e irripetibile, l'autonomia della sua ricerca. Arata, aveva gia' ben intuito quando affermava che Sommaruga ripeteva certi suoi motivi:.." perche' ne aveva fatto altrettanti postulati della sua personalita', perche' erano creazioni essenzialmente sue e soprattutto perche' prima di lui nessuno aveva fatto alcuna cosa simile". Anche nel giardino si ripetono motivi decorativi soprattutto zoomorfi, come le tartarughe ed aragoste che sostengono

i grandi vasi dei gerani, o gli animali reali o immaginari che si affacciano dalla villa sul giardino: lumache,

ma anche scimmie, lemuri a testimonianza del gusto per l'esotismo del periodo.

Oggi chi dalla grande cancellata ad esedra dell'ingresso percorre uno dei viali che scendono alla villa, costruita in modo che il passaggio lacustre divenga parte essenziale del suo interno, e poi oltre la villa nota il protendersi sinuoso del parco verso l'acqua in una parte che in realta' e' costruita su palafitte, puo' rendersi conto che l'invenzione fondamentale dell'architetto e' stata quella ambientale. La fantasia formale e cromatica profusa all'esterno con l'uso di materiali diversi, che e' parsa a qualcuno eccessiva e ad altri stimolante, riceve significato da questa volonta' non solo di confrontarsi con il paesaggio, ma in qualche modo di reinventarlo. Questa volonta' di progettare un continuum spaziale tra l'interno e l'esterno e' testimoniato anche dal numero degli accessi (ben sette) che permettono di accedere alla villa da qualunque lato e dalla relativamente modesta imponenza dell'ingresso principale.