L' esterno

Header Content Region

Insert text, image or banner ads here, or just delete this text and leave this area blank!

portfolio1 portfolio2 portfolio3 portfolio4 portfolio5 portfolio6 portfolio7 portfolio8 portfolio9 portfolio10 portfolio11 portfolio12 portfolio13 portfolio14 portfolio15 portfolio16 portfolio17 portfolio18 portfolio19 portfolio20 portfolio21 portfolio22 portfolio23 portfolio24 portfolio25 portfolio26 portfolio27 portfolio28 portfolio29 portfolio30 portfolio31

La grande maschera mostruosa che sorveglia il lato ovest della villa.

Il lago d' Iseo, in particolare la sua parte meridionale, vanta una media di oltre 330 giorni di sole all' anno.

L' esterno della villa nel 1910; come si nota dall' alto zampillo, originariamente nel prato antistante la villa c' era una grande vasca con fontana, ora eliminata.

Ai piedi della scalinata che dalla terrazza portava al lago è visibile il bordo della fontana che caratterizzava questa parte di giardino.

Il gazebo sull' angolo meridionale del giardino: vedeva simmetricamente la villa ed il lago di fronte.

Veduta di una fase di costruzione della villa nel 1908:l' unica pianta esistente è un piccolo olmo, morto nel 1998.

Costruzione della villa: si noti sullo sfondo la costruzione della portineria, la mancanza della darsena e della parte anteriore del giardino, costruito poi sullo specchio acqueo, e la forma della prima e della terza finestra in basso a sinistra; a costruzione quasi ultimata sono rispettivamente rettangolare e a quadretti: diventeranno rotonde.

Gerani e ortensie: Giuseppe Faccanoni era un grande amante dei fiori e aveva una serra e una limonaia.

Giuseppe Faccanoni oltre che grande amante dei fiori era anche dedito al ripopolamento ittico del lago; le ex-scuderie ospitano ancora nel seminterrato le vasche di coltura degli avannotti. Fu peraltro tra i primi in Italia a introdurre il coregone.

small portfolio1 small portfolio2 small portfolio3 small portfolio4
themed object
Isa De Luca - Giuseppe Faccanoni

get in touch

Villa Giuseppe Faccanoni, (1907)

L' esterno

La villa è costituita dall'alto basamento in pietra il cui effetto di solidita' è contraddetto dall' aprirsi delle scalinate, di finestre e balconi; due file a bassorilievo in cemento ideato dallo scultore, fedele collaboratore dell'architetto, Ernesto Bazzaro, con motivi a fiori. Ceramiche colorate dai colori pastello con l'inserto dello stesso disegno floreale che unifica la zona centrale sovrastante. Logge e balconi, diverse per forma e dimensioni. Interessante notare l'uso dei diversi tipi di materiali da costruzione: dal bugnato alla pietra di Sarnico, al medolo di Credaro trattato sia a taglio liscio che grezzo. Il tetto infine, non è una semplice copertura, ma introduce un' ulteriore elemento di variazione, interrotto dalle falde poste a livelli diversi, dai belvedere e dai grandi camini. Non mancano le citazioni fantasiose, come i due "rostri" che dall'alto si protendono verso il lago, o come il balconcino circolare d' angolo che ricorda le "cantorie" rinascimentali. Questa grande villa segna, secondo Manfredi Nicoletti; "il fondo di una ricerca involuta, il cui narcisismo e' accentuato proprio da quelle valenze che vorrebbero mascherarne la gratuita': i contrappunti volumetrici, le esasperazioni di un frammentarsi non necessario e quindi ipertrofico delle funzioni . Quest' opera, tuttavia, tenta delle evasioni non trascurabili, sintomo di una inquietudine autentica". Anche se Sommaruga ha voluto fornire del Modernismo una versione estremamente personalizzata, si possono vedere pero' le affinita' non irrilevanti del francese H. Guimard, all'interno della sua produzione. Le attinenze con il francese si vedono nella concezione pittorica dell'architettura che si rivela soprattutto nell'adozione di tetti spioventi, intersecati fra loro, con gronde fortemente aggettanti, un uso di materiali di rivestimento (pietre, cemento) teso a trarre vistosi effetti luministici e cromatici o l'impiego di travature di legno di cui si vuole evidenziare il carattere rustico-montano. Sommaruga non immaginava mai una disposizione planimetrica senza che questa corrispondesse ad uno scopo ben determinato. L' esterno era disciplinato con l'interno. Il rischio di un'operazione di questo genere e' che manchi una complessiva organicità dell'opera. L'architetto riesce tuttavia a rompere gli schemi tradizionali della progettazione accademica e a raggiungere sorprendenti effetti di imprevedibilita'. Si possono vedere anomali dosaggi di asimmetria dei vani - porte e finestre - variazioni di intensità luminosa e cromatica dovute alla diversa profondita' dei vani e degli aggetti: logge, balconi, pensiline, partiti decorativi e bow-windows, o all'impiego di materiali differenti. Si puo' solo intuire lo schema dell'affaccio successivo e si puo' alludere, ma non cogliere completamente la logica spaziale degli interni. Il modernismo internazionale ha voluto creare nuove spazialita', che si possono ritrovare anche nel Liberty italiano. Sommaruga ha saputo indubbiamente dar luogo a originali sequenze con l'impronta di italianità. In questa villa Sommaruga fa uso del genere di montanti-contrafforti che gia' aveva usato anche nell'albergo Tre Croci di Campo dei Fiori e che anticipano il linguaggio di Sant'Elia. I montanti erigendosi verticalmente davano slancio ulteriore alla costruzione. L'arredo e la decorazione della villa (stucchi e cementi plastici), costituiscono la cifra piu' siglata e inconfondibile del suo stile decorativo. Nella decorazione a stucco egli inventa lo stilema peculiare di uno stucco piatto lavorato ad intaglio, con curiosissimi effetti grafici, con risultati piu' contenuti che negli interni di villa Passeri, trasferendolo anche all'uso di altri materiali per un impiego come quello in cotto della villa Luigi Faccanoni (1912). La sensibilità al trattamento della materia, punto fra i piu' significanti della poetica sommarughiana, tocca il culmine dell'intensita' espressiva in alcuni esempi di questi cementi plastici. La ripetizione di certi motivi, come la voluta, che progressivamente perde ogni allusione geometrica o fitomorfica per trasformarsi in un irregolare groppo materico, testimonia in Sommaruga la volonta' di affermare, in una sigla sua e irripetibile, l'autonomia della sua ricerca. Arata, aveva gia' ben intuito quando affermava che Sommaruga ripeteva certi suoi motivi "perchè ne aveva fatto altrettanti postulati della sua personalità, perchè erano creazioni essenzialmente sue e soprattutto perchè prima di lui nessuno aveva fatto alcuna cosa simile". Anche nel giardino si ripetono motivi decorativi soprattutto zoomorfi, come le tartarughe ed aragoste che sostengono i grandi vasi dei gerani, o gli animali reali o immaginari che si affacciano dalla villa sul giardino: lumache, ma anche scimmie, lemuri a testimonianza del gusto per l'esotismo del periodo. Oggi chi dalla grande cancellata ad esedra dell'ingresso percorre uno dei viali che scendono alla villa, costruita in modo che il passaggio lacustre divenga parte essenziale del suo interno, e poi oltre la villa nota il protendersi sinuoso del parco verso l'acqua in una parte che in realtà è costruita su palafitte, puo' rendersi conto che l'invenzione fondamentale dell'architetto è stata quella ambientale. La fantasia formale e cromatica profusa all'esterno con l' uso di materiali diversi, che è parsa a qualcuno eccessiva e ad altri stimolante, riceve significato da questa volontà non solo di confrontarsi con il paesaggio, ma in qualche modo di reinventarlo. Questa volonta' di progettare un continuum spaziale tra l' interno e l' esterno è testimoniato anche dal numero degli accessi (ben sette) che permettono di accedere alla villa da qualunque lato e dalla relativamente modesta imponenza dell'ingresso principale.

slide up button