Introduzione

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Villa Luigi Faccanoni,poi Bortolotti, ora Surre (1912)
Indirizzo: Via Predore, 59 - Sarnico (BG)

Il Mausoleo dei Faccanoni (1907)

Villa Giuseppe Faccanoni (1907)
Via Vittorio Veneto, 56 - Sarnico (BG)

Villa Pietro Faccanoni, ora Passeri (1907)
Viale Orgnieri, 1 - Sarnico (BG)

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Isa De Luca - Giuseppe Faccanoni

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Ringraziamenti

Questo sito nasce dalla passione e dall'affetto per Sarnico e per le sue bellezze. Nasce dalla volontà di mantenere e testimoniare immagini e ricordi che rischiano di essere via via perduti. Questo sito è un contributo alla letteratura sul Liberty italiano che rende disponibile tanto materiale inedito, informazioni mai prima raccolte in un corpus unico ed omogeneo. Questo sito nasce, in primo luogo, grazie a chi ha permesso che i luoghi e le opere descritte nel libro siano pervenute fino a noi: Lilli e Medy Faccanoni, a cui si deve buona parte delle fotografie storiche, informazioni di prima mano e tante testimonianze. La Famiglia Passeri, cui si deve la preservazione della villa e dei suoi interni, della memoria e delle importanti note descrittive riportate nel sito. La Società Tamoil, e segnatamente il Dr. Silvano Biato, a cui si deve la rinascita della Villa Surre e un aiuto importante al progetto di questo sito. La famiglia Bortolotti, e in particolare la Sig.ra Ester, ex-presidente dell'asilo, per la conservazione dell'asilo stesso e per la parte avuta dalla famiglia nel passato del Mausoleo e della Villa Surre. Grazie alla Pro Loco di Sarnico, curatrice del libro, per l'entusiasmo e la passione messa nella valorizzazione del patrimonio Liberty di Sarnico. Grazie infine all'Amministrazione Comunale di Sarnico nella persona del Sindaco Dott. Giorgio Bertazzoli ed al Consiglio della Biblioteca, per il contributo prestato e per aver creduto nel progetto.

Progetto grafico di Giuseppe Faccanoni.
Fotografie di Foto San Marco, Villongo.
Fotografie aeree e interni di Villa Giuseppe Faccanoni di La Libellula, Predore
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Introduzione

Lo stile floreale o liberty, tipica espressione artistica tra il finire dell'800 e l'inizio del '900, ha trovato in Sarnico la realizzazione architettonica più alta e insieme omogenea in Lombardia, per merito di una stessa famiglia e, insieme, di un unico architetto, il milanese GIUSEPPE SOMMARUGA (1867-1917), che di quello stile fu il massimo esponente italiano. Lo portarono a Sarnico i FACCANONI, imprenditori di grandi impegni anche internazionali, la cui presenza in Sarnico era dominante dagli inizi '900. Sulla strada tra Predore e Sarnico vi è una sequenza interessante di ville, un Mausoleo e un asilo infantile. Le ville furono costruite tra il 1907 e il 1912 e nello stesso periodo l'architetto realizzò anche l'asilo e il Mausoleo per la famiglia. Nel complesso si tratta di una serie di edifici omogenei, interessante soprattutto poiché emerge in un panorama architettonico che, come tutto il Liberty italiano, appare in ritardo rispetto a quanto di nuovo era emerso nel Nord Europa. Le ville di Sarnico sono opere trascurate dalla letteratura che, fino ad oggi, pur nei sempre più frequenti richiami alla loro importanza, non è convenientemente pubblicata. La lacuna ha generato, nell'opinione di una critica frettolosa, il pregiudizio che Sommaruga sia stato architetto di sicuro piglio monumentale e di evidente consapevolezza modernista, ma incapace di animare le strutture e vincolato a un concetto statico, a blocco, degli spazi abitabili.Nelle ville della famiglia Faccanoni, il carattere peculiare di questa geniale architettura si rivela al contrario come una capacità vigorosissima di muovere le strutture secondo continui passaggi di punti di vista, innesti di ambienti concatenati, varietà inesauribili delle abbondanze verticali. L'idea dunque che presiede alle realizzazioni sommarughiane è quella principalmente del Modernismo internazionale (in Italia "stile liberty"), fedele alla legge della vitale continuità degli elementi strutturali e decorativi. In base al principio della valorizzazione di elementi locali, uno dei poli della dialettica modernista, Sommaruga continua a dimostrare rispetto per i materiali locali anche a Sarnico e, nelle sue costruzioni, usa la pietra di Sarnico e di Credaro. Nello stesso tempo, immune da qualunque vincolo dottrinario teorico, operatore libero e sicuro, professionista di alto livello, attua fra i primi quella tipica mescolanza di materiali diversi ed eterogenei: inserto di cemento, ferri, ceramiche. I riferimenti al Barocco, sono più evidenziabili nelle disposizioni planimetriche, che rappresentano senza dubbio l'esito più maturo della spazialità sommarughiana. Gli artigiani A. Mazzucotelli (fabbro), E. Quarti (ebanista) e E. Bàzzaro (scultore e incisore), collaboratori dell'architetto Sommaruga, hanno realizzato questo nuovo stile, lo stile Liberty, anche a Sarnico. 

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